Chi è quella persona che abita dentro di me? Un Ufo! …quando il conflitto è con sé stessi

Hai presente quella spiacevole sensazione di aver a che fare con una persona poco simpatica? E hai presente la sensazione orrenda di scoprire che sei tu? Ahuuuuuuuuu.

Ci sono dei giorni che proprio non riusciamo a capirci, non ci sopportiamo. Per alcuni di noi si tratta anche di mesi, anni di incomprensioni e liti con sé stessi. Parliamo con gli amici, guardiamo film, andiamo in palestra per cercare di comprendere chi è quell’ Ufo che ci abita dentro, sperando di sbarazzarcene! E invece no! Lui ha preso la residenza dentro di noi…che carino! Freud, nella sua ricchissima produzione di idee, ha elaborato diverse teorie riguardo la nascita di tale conflitto, come contrapposizione fra istanze diverse: fra il principio di piacere e il principio di realtà, fra pulsioni sessuali e pulsioni di autoconservazione, fra Eros e Tanatos. La contrapposizione per lui, avviene soprattutto a livello inconscio. Durante questo secolo che da Freud giunge a noi, abbiamo imparato che molte delle cose che sfuggono alla nostra comprensione e che ci accadono quotidianamente, accadono in questa “zona d’ombra” della nostra mente. Come fare allora a conoscere e comprendere l’Ufo? Dobbiamo tutti fare un percorso di psicoanalisi? Premesso che ci farebbe benissimo, la risposta della mediazione è quella di provare ad entrare nella zona d’ombra, iniziando ad essere attenti a sé stessi. Il primo passo è quello di mettersi in ascolto delle proprie emozioni. Possiamo farlo tutti. Ti capita di svegliarti al mattino e sentirti triste? Ti capita di tornare da lavoro e, mentre sei in auto, sentire ansia? Le nostre emozioni ci parlano! Sono un meraviglioso campanello d’allarme. Ci dicono cosa sta accadendo introno alla zona d’ombra. Una zona che è fatta di sogni e bisogni. Di cose che ci mancano e che per noi sono importanti: ad esempio, l’amore, il riconoscimento, la stima, l’appartenere ad un gruppo, l’avere uno scopo nella vita. Sono bisogni propri dell’essere umano ma assumono una connotazione diversa per ognuno di noi. Se sono triste perché sento che mi manca l’amore, cosa vuol dire per me essere amato? Quando mi sono sentito veramente amato? Come posso fare per iniziare a rispondere a questo bisogno? Lo so, alle volte i discorsi iniziano e finiscono con una domanda. È il problema dei filosofi! Buona domanda a tutti.

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